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Convegno sulla tutela delle denominazioni dai fenomeni imitativi e
contraffazione al Mipaaf.
Ministero, Associazioni e Consorzi di tutela raccolti attorno a un
tavolo per elaborare strategie difensive per l’Italian Food.
Combattere è la parola d’ordine per salvaguardare le sorti dei prodotti
Made in Italy. Si può riassumere così, in una parola il monito che il
Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali Giancarlo
Galan ha lanciato in una nota inviata ai produttori di aceto balsamico e
ai rappresentanti dei consorzi che sono intervenuti al convegno “La
tutela delle denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e
internazionale: il caso del “balsamico” a confronto con altre
denominazioni” tenutosi presso il Mipaaf.
“Il convegno da Voi organizzato ha il grande merito di portare
l’attenzione su uno dei più grossi problemi dell’agricoltura italiana:
la contraffazione alimentare - dichiara Giancarlo Galan. L’Aceto
Balsamico Tradizionale di Modena Dop, l’Aceto Balsamico Tradizionale di
Reggio Emilia Dop e l’Aceto Balsamico di Modena Igp sono dei prodotti di
eccellenza del nostro made in Italy, che si stanno affermando sempre più
sui mercati internazionali. Ritengo quindi un’urgenza prioritaria
combattere falsificazioni e frodi agroalimentari, per tutelare la
qualità e l’unicità del nostro patrimonio alimentare, che sono un segno
distintivo del nostro made in Italy. È una battaglia che ci accomuna -
afferma il Ministro - voglio ringraziarvi, quindi, per il prezioso
lavoro che i Consorzi di Tutela continuano a svolgere. Il mio auspicio è
che questa collaborazione si rafforzi e sia sempre più proficua”.
Le priorità che si leggono nelle parole del Ministro coincidono con la
richiesta di una azione concertata, da parte dei Consorzi di Tutela
delle DOP Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia e
dell’IGP Aceto Balsamico di Modena, che vada nella direzione di una
maggiore attenzione al rispetto del consueto uso delle denominazione, e
alla repressione di ogni tentativo di imitazione.
“L’Aceto Balsamico di Modena, con un volume di produzione che si aggira
sul centinaio di milioni di litri, è senz’altro uno dei prodotti
agroalimentari tipici italiani che riscuote maggior interesse sui
mercati internazionali - ha esordito il Presidente del Consorzio Aceto
Balsamico di Modena, Cesare Mazzetti – e di questo successo certamente
una gran parte del merito va al conseguimento della IGP, a pieno regime
dallo scorso aprile. Negli ultimi anni, però, nonostante un incremento
dei volumi d’affari, l’Aceto Balsamico di Modena deve guardarsi da un
nemico che va oltre la crisi economica, ovvero l’intensificazione di
operazioni imitative e di contraffazione. Oggi il fenomeno assume
dimensioni rilevanti solo nei Paesi terzi – prosegue - in particolare in
USA anche se imitazioni sono state riscontrate pure in Germania, Spagna,
Grecia, e addirittura in Italia, ove è andato diffondendosi un prodotto
chiamato semplicemente ‘balsamico’, con le stesse ingredientistiche e
spesso in etichetta gli stessi claims che un consumatore vorrebbe vedere
su una bottiglia di ABM (aggettivi qualificativi, anni, numeri, etc…) e
che invece sono vietati per la IGP. Per la salvaguardia del mercato e
per uno sviluppo positivo ed equilibrato degli operatori, che hanno
fatto del territorio e della qualità i punti forti della propria
offerta, al punto da battersi per quindici anni per vedersi riconosciuta
la registrazione IGP – termina Mazzetti - diventa indispensabile
chiarire quali sono i legittimi limiti all’utilizzo smodato della parola
‘balsamico’, e quali siano gli strumenti per fare valere tali limiti su
un mercato prima italiano, poi europeo, e infine mondiale”.
“L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è un capolavoro che unisce
storia e cultura di Modena e come tutti i capolavori è molto imitato –
chiarisce Enrico Corsini, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto
Balsamico Tradizionale di Modena - ma il valore aggiunto è che lo si può
trovare solo ed esclusivamente nella bottiglietta sferica disegnata da
Giugiaro ed è un prodotto DOP. Pertanto tutti gli altri prodotti
proposti sul mercato in confezione diversa non possono fregiarsi né del
termine Aceto Balsamico Tradizionale di Modena né tantomeno della DOP”
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