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“Giù le mani dal Made in Italy”, il ministro Galan difende l’aceto balsamico: battaglia che ci accomuna

15/07/2010

Convegno sulla tutela delle denominazioni dai fenomeni imitativi e contraffazione al Mipaaf.

Ministero, Associazioni e Consorzi di tutela raccolti attorno a un tavolo per elaborare strategie difensive per l’Italian Food.

Combattere è la parola d’ordine per salvaguardare le sorti dei prodotti Made in Italy. Si può riassumere così, in una parola il monito che il Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali Giancarlo Galan ha lanciato in una nota inviata ai produttori di aceto balsamico e ai rappresentanti dei consorzi che sono intervenuti al convegno “La tutela delle denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del “balsamico” a confronto con altre denominazioni” tenutosi presso il Mipaaf.

“Il convegno da Voi organizzato ha il grande merito di portare l’attenzione su uno dei più grossi problemi dell’agricoltura italiana: la contraffazione alimentare - dichiara Giancarlo Galan. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop e l’Aceto Balsamico di Modena Igp sono dei prodotti di eccellenza del nostro made in Italy, che si stanno affermando sempre più sui mercati internazionali. Ritengo quindi un’urgenza prioritaria combattere falsificazioni e frodi agroalimentari, per tutelare la qualità e l’unicità del nostro patrimonio alimentare, che sono un segno distintivo del nostro made in Italy. È una battaglia che ci accomuna - afferma il Ministro - voglio ringraziarvi, quindi, per il prezioso lavoro che i Consorzi di Tutela continuano a svolgere. Il mio auspicio è che questa collaborazione si rafforzi e sia sempre più proficua”.

Le priorità che si leggono nelle parole del Ministro coincidono con la richiesta di una azione concertata, da parte dei Consorzi di Tutela delle DOP Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia e dell’IGP Aceto Balsamico di Modena, che vada nella direzione di una maggiore attenzione al rispetto del consueto uso delle denominazione, e alla repressione di ogni tentativo di imitazione.

“L’Aceto Balsamico di Modena, con un volume di produzione che si aggira sul centinaio di milioni di litri, è senz’altro uno dei prodotti agroalimentari tipici italiani che riscuote maggior interesse sui mercati internazionali - ha esordito il Presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena, Cesare Mazzetti – e di questo successo certamente una gran parte del merito va al conseguimento della IGP, a pieno regime dallo scorso aprile. Negli ultimi anni, però, nonostante un incremento dei volumi d’affari, l’Aceto Balsamico di Modena deve guardarsi da un nemico che va oltre la crisi economica, ovvero l’intensificazione di operazioni imitative e di contraffazione. Oggi il fenomeno assume dimensioni rilevanti solo nei Paesi terzi – prosegue - in particolare in USA anche se imitazioni sono state riscontrate pure in Germania, Spagna, Grecia, e addirittura in Italia, ove è andato diffondendosi un prodotto chiamato semplicemente ‘balsamico’, con le stesse ingredientistiche e spesso in etichetta gli stessi claims che un consumatore vorrebbe vedere su una bottiglia di ABM (aggettivi qualificativi, anni, numeri, etc…) e che invece sono vietati per la IGP. Per la salvaguardia del mercato e per uno sviluppo positivo ed equilibrato degli operatori, che hanno fatto del territorio e della qualità i punti forti della propria offerta, al punto da battersi per quindici anni per vedersi riconosciuta la registrazione IGP – termina Mazzetti - diventa indispensabile chiarire quali sono i legittimi limiti all’utilizzo smodato della parola ‘balsamico’, e quali siano gli strumenti per fare valere tali limiti su un mercato prima italiano, poi europeo, e infine mondiale”.

“L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è un capolavoro che unisce storia e cultura di Modena e come tutti i capolavori è molto imitato – chiarisce Enrico Corsini, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena - ma il valore aggiunto è che lo si può trovare solo ed esclusivamente nella bottiglietta sferica disegnata da Giugiaro ed è un prodotto DOP. Pertanto tutti gli altri prodotti proposti sul mercato in confezione diversa non possono fregiarsi né del termine Aceto Balsamico Tradizionale di Modena né tantomeno della DOP”