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Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime amarezza per un
provvedimento nel quale non si sono trovate le risorse per fronteggiare
due impellenti problemi: la fiscalizzazione degli oneri sociali per le
aziende delle zone svantaggiate e di montagna e il “bonus gasolio” per
le serre. Ci batteremo perché alla Camera vengano apportate le opportune
modifiche.
“La manovra finanziaria, che oggi al Senato ha avuto il voto di fiducia,
ignora completamente la profonda crisi delle imprese agricole. Si sono
trovati i soldi soltanto per premiare gli splafonatori del latte. Nulla
per ridurre gli opprimenti costi produttivi, contributivi e burocratici.
C’era l’impellente necessità di una proroga della fiscalizzazione degli
oneri sociali (che scade il prossimo 31 luglio) per le aziende delle
zone svantaggiate e di montagna che assumono manodopera e della
reintroduzione del ‘bonus gasolio’ per le serre. Governo e maggioranza
si sono ben guardati di dare le opportune risposte. La situazione è
drammatica. Per questo motivo la nostra mobilitazione sarà forte e
decisa. Ci batteremo con energia affinché nella discussione alla Camera
vengano inseriti provvedimenti fondamentali per la stessa sopravvivenza
di migliaia di realtà imprenditoriali agricole del nostro Paese”.
Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana
agricoltori, non risparmia critiche e punta il dito sul totale
disinteresse nei confronti dell’agricoltura.
“In questi ultimi due anni -aggiunge Politi- abbiamo avuto la chiara
dimostrazione di una assurda discriminazione del mondo agricolo. Verso i
suoi annosi problemi c’è stato solo un silenzio assordante. Il governo
ha sempre fatto tante belle promesse, ma non ne ha mantenuta una. Basti
pensare che con la legge finanziaria del 2010 l’agricoltura ha visto
sottratte risorse per un miliardo di euro. Il tutto in presenza di uno
scenario allarmante per le aziende che non fanno i conti solamente con i
costi alle stelle, ma anche con il verticale crollo dei prezzi
all’origine e con redditi praticamente falcidiati. Questo, tuttavia,
sembra non interessare più di tanto. Allo stesso modo viene dimenticato
che l’Italia è attesa da un difficile confronto a livello europeo sulla
Pac post 2013, che già la prossima settimana avrà un appuntamento molto
importante con la Conferenza promossa dal commissario Ue Dacian Ciolos.
Andiamo a queste scadenze senza una strategia chiara e condivisa che
doveva scaturire da una ampia discussione nel nostro Paese che, però,
non c’è stata”.
“Attraverso la nostra mobilitazione, che non si concluderà certo con il
sit-in a Roma del 22 luglio davanti alla Camera dei deputati, vogliamo
che finalmente si accendano le luci sui gravi problemi che opprimono
l’agricoltura. Non si può continuare come è stato fatto fino ad ora.
Bisogna cambiare e cominciare ad operare concretamente per un settore
che altrimenti rischia il tracollo. Per tale ragione riproponiamo con la
massima determinazione la Conferenza nazionale, che rappresenta
l’occasione ideale per delineare un vero progetto di sviluppo per le
campagne italiane e per l’agroalimentare nel suo insieme”.
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