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La base dell’associazione è favorevole alle biotecnologie
Il blitz di Coldiretti a Fanna per protestare contro le colture biotech
è stato un flop clamoroso e una conferma che sulle biotecnologie la base
dell’associazione ha idee diverse da quelle espresse dalla dirigenza
romana.
Un sondaggio Demoskopea presso i maiscoltori del Nord Est nel marzo 2009
aveva già evidenziato che in Veneto e in Friuli gli agricoltori aderenti
a Coldiretti favorevoli a coltivare OGM erano rispettivamente il 53% e
il 52% degli intervistati. Una prova che le campagne di questi anni
promosse dall’associazione contro le biotecnologie non hanno fatto presa
sugli agricoltori.
Lo stesso sondaggio evidenziava che la produzione di mais biologico -
usata strumentalmente per invocare lo stop agli OGM - rappresenta solo
l’1% degli ettari in produzione in Veneto e il 3% in Friuli. Un dato che
non sorprende anche per l’oggettiva difficoltà di combattere il problema
delle micotossine e ottenere un prodotto sano e sicuro per i consumatori.
“Dopo avere annunciato la presenza di mille agricoltori, dalle
informazioni che abbiamo raccolto, si sono presentate a Fanna circa 300
presenze per la maggior parte dirigenti locali molti estranei al mondo
agricolo, ha commentato Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra. E
come se non bastasse i politici, che a parole hanno sostenuto il blitz
hanno poi disertato la manifestazione, come l’Assessore all’agricoltura
in Veneto Franco Manzato “.
“La sola cosa che mi vede d’accordo con Manzato, ha aggiunto Campagnolo,
è la proposta di etichettatura dei prodotti, così sarà chiaro una volta
per tutte che le biotecnologie già sono parte integrante della nostra
filiera del tipico. Ci preoccupano invece, prosegue Campagnolo, gli
appelli alle distruzioni dei campi, che ricordano quelle organizzate da
Bové in Francia. Il passo successivo quale sarà? Assaltare forse i
McDonald’s dove l’ex Ministro Zaia ha promosso i panini McItaly?”
“Quello che emerge da queste iniziative è che non si vuole accettare
l’innovazione nel mondo agricolo e dare finalmente un segno tangibile a
livello ambientale, diminuendo notevolmente gli agrofarmaci, alimentare,
dando risposte di qualità ai consumatori e premiando le eccellenze della
filiera zootecnica italiana, ed economico, offrendo agli agricoltori la
possibilità di aumentare il loro reddito grazie a produzioni maggiori a
costi inferiori” ha concluso Campagnolo.
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