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Alla Sei giorni “più fresca” dell’estate, lanciata dal giornale online
INformaCIBO, non poteva mancare il movimento non profit, paladino
dell’enogastronomia italiana di qualità e di nicchia.
I fuochi (o meglio i freezer) sono accesi e gli chef/gelatieri di tutto
il mondo si apprestano a servire le loro creazioni inedite a base di
gelato, abbinato a Parmigiano-Reggiano Dop e Prosciutto Crudo di Parma
Dop.
Più di 100 ristoranti sul pianeta, da martedì 20 a domenica 25 luglio
p.v., delizieranno i propri clienti con portate che avranno come
denominatore comune la crema morbida e ghiacciata: la rinfrescante Sei
giorni del Gelato nel Piatto è a cura del giornale online INformaCIBO,
con il sostegno, tra gli altri, di Alma (Scuola Internazionale di Cucina
Italiana), la Provincia di Parma, Fiere di Parma e Parma Alimentare e
la partecipazione di Identità Immutate®, movimento non profit che
promuove e unisce le piccole realtà italiane della tradizione, rimaste
fedeli alle proprie radici culturali e produttive.
La fusion tra alta cucina e gelateria permette piatti per esperienze
gustative insolite, in cui vivanda e crema sottozero vivono in armonia e
si completano a vicenda, come la “terrina al gelato Parmigiano-Reggiano
e fiori di zucca allo zafferano, fichi caramellati e Prosciutto di
Parma” o “carpaccio d’asparagi di Mezzano e Fassone piemontese con
gelato di Parmigiano-Reggiano, nocciole e fragoline”.
L’ice cream al piatto, ovvero a tutto pasto, parte integrante di una
portata, non è più segregato tra i dessert estivi ed è assurto al Gotha
gastronomico da qualche anno, tanto da avere meritato un’apposita World
Coop al Sigep di Rimini (Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria e
Panificazione Artigianali) e da annoverare tra i suoi accoliti famosi
campioni del genere, come lo chef catalano Ferran Adrià.
In verità, il gelato riprende, dopo sei secoli, il suo posto in cucina,
che aveva nel Rinascimento, ma con un look diverso.
Le nuove forme espressive del gelato coinvolgono due prodotti tipici
italiani d’alto lignaggio, ma sottintendono anche ingredienti meno
rinomati, simbolo della storia alimentare del Paese.
In questo contesto, entra a far parte dell’iniziativa de “Il Gelato nel
Piatto” l’Associazione Identità Immutate®, creata nel 2002 da Rosanna
Ercole Mellone: il sodalizio, tra i suoi aderenti, conta territori che
vantano ingredienti autoctoni utilizzati per il gelato, tra cui la dolce
cipolla di Treschietto, lo speciale mais “ottofile” toscano e l’olio
extravergine d’oliva di Nocellara del Belice, oppure per completare le
creme fredde, come l’elisir “Nettare di Vino”, ottenuto da Primitivo
pugliese.
Secondo Identità Immutate®, il gelato può essere considerato un’ottima
espressione del terroir e un valido strumento culinario per tutelare e
valorizzare anche i prodotti “minori” del made in Italy agroalimentare.
Non a caso i nostri gelatieri nel 1998 sono entrati nel Guiness dei
primati con il record, rimasto imbattuto, di 200 gusti, nuovi, ma al
tempo stesso della tradizione, tra cui tabacco, vino, aceto balsamico,
semi di papavero, sale di Cervia, stracchino, funghi porcini, sarde
sottosale e, perché no, risotto allo zafferano (che ha vinto la Coppa
del Mondo della Gelateria nel 2006).
L’ultima frontiera della gelateria non ha più barriere e le specialità
sapide dilagano soprattutto nei piatti dei ristoranti, per accompagnare
o sostituire le portate. Sempre più spesso nei menu nazionali si trovano
specialità “da brividi”, quali spaghetti alla chitarra al pomodoro
fresco e tonno dorato con gelato al basilico; risotto ai ciccioli di
maiale con gelato allo zafferano; carpaccio di pescatrice con gelato al
cacio di Pienza e pinoli; gelato di caprino abbinato al lecca-lecca di
uova di salmone o bollito misto con gelati alla salsa verde, alla senape
e allo zenzero.
L’inconsueto genere culinario sarebbe nato 45 anni fa a Lancusi di
Salerno ad opera del pioniere dei gelati salati Matteo Napoli che, nel
locale con il suo nome, fa uscire dalla gelatiera “piatti unici”, come
risotto allo scoglio, polenta e baccalà, pasta e fagioli, polpo e patate
e 30 gusti più spartani, del genere rucola e gramigna.
Ma la cucina tricolore del freddo, che comprende circa 350 pezzi in gelo
salati, ha in serbo altre novità, come il gelato all’aglio tipico di
Voghiera nel ferrarese.
In questo filone di italica virtù, che esalta il nostro patrimonio
alimentare, si inserisce la manifestazione promossa da INformaCIBO e
condivisa da Identità Immutate®, che coinvolge grandi chef, come Fabio
Tacchella, Ettore Bocchia, Paolo Teverini, Massimo Bottura e Filippo La
Mantia, nei ristoranti in Italia e all’estero, da Pechino a Mosca, da
Cipro a Istanbul.
Un assaggio del raffinato matrimonio del gelato con i due super Dop si
avrà il 21 luglio al Galà dell’evento a Villa San Carlo Borromeo, a
Senago di Milano, il cui ristorante The City proporrà quattro piatti
dedicati per il piacere degli illustri ospiti.
Per il programma e ulteriori informazioni sulla Sei giorni:
www.ilgelatonelpiatto.it – www.informacibo.it
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