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Galan: falsificano l’aceto migliore del mondo e così ci rubano milioni di euro l’anno

19/07/2010

“Il convegno organizzato dai Consorzi di tutela dell’aceto balsamico rientra a pieno titolo tra le iniziative di informazione e sensibilizzazione rispetto ad uno dei più grossi problemi dell’agricoltura italiana: la contraffazione alimentare. Per l’aceto balsamico Dop e Igp si parla di un danno economico valutato in oltre 10 milioni di euro l’anno solo negli Stati Uniti, un dato che a livello mondiale si moltiplica di almeno tre volte. Combattere falsificazioni e frodi agroalimentari è pertanto un’urgenza prioritaria di chi ha a cuore le sorti dei prodotti Made in Italy”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, annunciando il convegno “La tutela delle denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del “balsamico” a confronto con altre denominazioni”, organizzato dai Consorzi di tutela dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP e dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, che si terrà domani 14 luglio, alle ore 10.30, nella Sala Cavour del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Al convegno prenderanno parte il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano Leo Bertozzi, Denis Pantini, responsabile dell’area ricerche su agricoltura e industria alimentare di Nomisma, Riccardo Deserti della direzione generale per lo sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del consumatore del Mipaaf e Fausto Capelli, docente di diritto comunitario presso il Collegio europeo dell’Università di Parma.

Fronte comune del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Consorzi dell'Aceto Balsamico

“LE DENOMINAZIONI PROTETTE DEL “BALSAMICO” SONO DA DIFENDERE AD OGNI COSTO”

Obiettivo raggiunto per i presidenti dei tre consorzi dell'Aceto Balsamico DOP e IGP, che plaudono alle parole del Ministro Galan e all'intervento del funzionario del Mipaaf Deserti

Piena soddisfazione dei presidenti dei consorzi dell’Aceto Balsamico DOP e IGP dopo la missione a Roma per il convegno sul tema della contraffazione del made in Italy “La tutela delle denominazioni DOP e IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del ‘balsamico’ a confronto con altre denominazioni.”

Il presidente del Consorzio ABM Cesare Mazzetti, il presidente del Consorzio ABTM Enrico Corsini e il presidente del Consorzio ABTRE Carlo Ferretti, nel ringraziare pubblicamente il Ministro per averli ospitati si sono espressi con sentimento di piena soddisfazione al termine dell’incontro che li ha visti protagonisti nella sala Cavour al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Un lungo dibattito sul tema della contraffazione, moderato con professionalità e sagacia dal giornalista Franco Poggianti che ha saputo indirizzare gli interventi dei relatori direttamente al nocciolo del problema. Importantissimo anche il sostegno mostrato dal Ministro Giancarlo Galan, che con una nota e una lettera di benvenuto ha ringraziato i presidenti dei tre consorzi per aver portato l'attenzione su uno dei più grossi problemi dell’agricoltura italiana, ovvero la contraffazione alimentare. "L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop e l’Aceto Balsamico di Modena Igp - dichiara Giancarlo Galan - sono dei prodotti di eccellenza del nostro made in Italy, che si stanno affermando sempre più sui mercati internazionali. Ritengo quindi un’urgenza prioritaria combattere falsificazioni e frodi agroalimentari, per tutelare la qualità e l’unicità del nostro patrimonio alimentare, che sono un segno distintivo del nostro made in Italy. È una battaglia che ci accomuna - afferma il Ministro - voglio ringraziarvi, quindi, per il prezioso lavoro che i Consorzi di Tutela continuano a svolgere. Il mio auspicio è che questa collaborazione si rafforzi e sia sempre più proficua”.

Ampia soddisfazione per l’attesissimo intervento del direttore Generale Qualità e Tutela del consumatore del Mipaaf, Riccardo Deserti, che a proposito delle politiche a protezione delle Denominazioni di Origine e delle Indicazioni Geografiche Protette, ha dichiarato: “Il Mipaaf, per la sua parte, ha tra le priorità assolute di azione quella di sostenere la più completa tutela dei prodotti da ogni tipo di contraffazione o imitazione, che continua a diffondersi a macchia d’olio in tutto il mondo e in maniera preoccupante, soprattutto su quei mercati dove i guadagni per i produttori sarebbero maggiori. La discrasia tra il nostro incessante lavoro e il perdurare dell’attività imitativa da parte di altri paesi, si giustifica con il fatto che la tutela dei prodotti da contraffazioni e imitazioni è attualmente limitata solo all’interno dei confini dell’Unione Europea. Al di fuori di tali confini, purtroppo, i prodotti agroalimentari italiani non godono di alcuna forma di protezione. Il Ministero si oppone e si opporrà sempre a tutto quello che può generare confusione nel consumatore e ci opporremo con altrettanta forza alla registrazione da parte di terzi di un marchio che evochi una nostra identità geografica specifica". Anche nel caso dell’aceto balsamico, Deserti ha affermato che verrà seguita la linea generale di ‘tolleranza zero’ che viene adottata per le altre grandi denominazioni: in particolare nei confronti dei produttori italiani, e di eventuali contraffattori europei, verranno perseguiti quei comportamenti che utilizzeranno la parola ‘balsamico’ per prodotti che non siano i tre aceti registrati come IGP e DOP.

Tesi rafforzata dalle parole del giurista Fausto Capelli, docente di Diritto Comunitario presso il Collegio Europeo dell’Università di Parma.

“La complessità della questione “aceto balsamico” è data dal fatto che vi è un interesse da parte dei Paesi europei all’’utilizzo dei termini presi singolarmente, o, meglio all’accostamento dei due termini “aceto” e “balsamico”.Ma un apposito considerando, inserito nel testo del Regolamento IGP dell’Aceto Balsamico di Modena, sostiene che ciò possa essere fatto solo quando non costituisce una evocazione o una imitazione, in modo da non generare quindi confusione nel consumatore: in pratica, quando non si riferisce a prodotti che abbiano aspetto e funzioni simili a quelle dei tre aceti balsamici DOP e IGP. L’utilizzo congiunto di due termini, “aceto” e “balsamico” , che è vietato dalla legge italiana, rientrerebbe tra le cosiddette denominazioni composte, la cui validità all’estero può essere valutata soltanto a discrezione di giudici nazionali. In favore delle tesi italiane, sta il fatto che mai, prima della richiesta di registrazione delle DOP e IGP per l’aceto balsamico, vi era una produzione di aceti con tale nome nei Paesi al di fuori dall’Italia".