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“Il convegno organizzato dai Consorzi di tutela dell’aceto balsamico
rientra a pieno titolo tra le iniziative di informazione e
sensibilizzazione rispetto ad uno dei più grossi problemi
dell’agricoltura italiana: la contraffazione alimentare. Per l’aceto
balsamico Dop e Igp si parla di un danno economico valutato in oltre 10
milioni di euro l’anno solo negli Stati Uniti, un dato che a livello
mondiale si moltiplica di almeno tre volte. Combattere falsificazioni e
frodi agroalimentari è pertanto un’urgenza prioritaria di chi ha a cuore
le sorti dei prodotti Made in Italy”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,
Giancarlo Galan, annunciando il convegno “La tutela delle denominazioni
DOP e IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del “balsamico”
a confronto con altre denominazioni”, organizzato dai Consorzi di tutela
dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Aceto Balsamico
Tradizionale di Reggio Emilia DOP e dell’Aceto Balsamico di Modena IGP,
che si terrà domani 14 luglio, alle ore 10.30, nella Sala Cavour del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Al convegno prenderanno parte il direttore del Consorzio del Parmigiano
Reggiano Leo Bertozzi, Denis Pantini, responsabile dell’area ricerche su
agricoltura e industria alimentare di Nomisma, Riccardo Deserti della
direzione generale per lo sviluppo agroalimentare, qualità e tutela del
consumatore del Mipaaf e Fausto Capelli, docente di diritto comunitario
presso il Collegio europeo dell’Università di Parma.
Fronte comune del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali e Consorzi dell'Aceto Balsamico
“LE DENOMINAZIONI PROTETTE DEL “BALSAMICO” SONO DA DIFENDERE AD OGNI
COSTO”
Obiettivo raggiunto per i presidenti dei tre consorzi dell'Aceto
Balsamico DOP e IGP, che plaudono alle parole del Ministro Galan e
all'intervento del funzionario del Mipaaf Deserti
Piena soddisfazione dei presidenti dei consorzi dell’Aceto Balsamico DOP
e IGP dopo la missione a Roma per il convegno sul tema della
contraffazione del made in Italy “La tutela delle denominazioni DOP e
IGP a livello nazionale e internazionale: il caso del ‘balsamico’ a
confronto con altre denominazioni.”
Il presidente del Consorzio ABM Cesare Mazzetti, il presidente del
Consorzio ABTM Enrico Corsini e il presidente del Consorzio ABTRE Carlo
Ferretti, nel ringraziare pubblicamente il Ministro per averli ospitati
si sono espressi con sentimento di piena soddisfazione al termine
dell’incontro che li ha visti protagonisti nella sala Cavour al
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Un lungo
dibattito sul tema della contraffazione, moderato con professionalità e
sagacia dal giornalista Franco Poggianti che ha saputo indirizzare gli
interventi dei relatori direttamente al nocciolo del problema.
Importantissimo anche il sostegno mostrato dal Ministro Giancarlo Galan,
che con una nota e una lettera di benvenuto ha ringraziato i presidenti
dei tre consorzi per aver portato l'attenzione su uno dei più grossi
problemi dell’agricoltura italiana, ovvero la contraffazione alimentare.
"L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, l’Aceto Balsamico
Tradizionale di Reggio Emilia Dop e l’Aceto Balsamico di Modena Igp -
dichiara Giancarlo Galan - sono dei prodotti di eccellenza del nostro
made in Italy, che si stanno affermando sempre più sui mercati
internazionali. Ritengo quindi un’urgenza prioritaria combattere
falsificazioni e frodi agroalimentari, per tutelare la qualità e
l’unicità del nostro patrimonio alimentare, che sono un segno distintivo
del nostro made in Italy. È una battaglia che ci accomuna - afferma il
Ministro - voglio ringraziarvi, quindi, per il prezioso lavoro che i
Consorzi di Tutela continuano a svolgere. Il mio auspicio è che questa
collaborazione si rafforzi e sia sempre più proficua”.
Ampia soddisfazione per l’attesissimo intervento del direttore Generale
Qualità e Tutela del consumatore del Mipaaf, Riccardo Deserti, che a
proposito delle politiche a protezione delle Denominazioni di Origine e
delle Indicazioni Geografiche Protette, ha dichiarato: “Il Mipaaf, per
la sua parte, ha tra le priorità assolute di azione quella di sostenere
la più completa tutela dei prodotti da ogni tipo di contraffazione o
imitazione, che continua a diffondersi a macchia d’olio in tutto il
mondo e in maniera preoccupante, soprattutto su quei mercati dove i
guadagni per i produttori sarebbero maggiori. La discrasia tra il nostro
incessante lavoro e il perdurare dell’attività imitativa da parte di
altri paesi, si giustifica con il fatto che la tutela dei prodotti da
contraffazioni e imitazioni è attualmente limitata solo all’interno dei
confini dell’Unione Europea. Al di fuori di tali confini, purtroppo, i
prodotti agroalimentari italiani non godono di alcuna forma di
protezione. Il Ministero si oppone e si opporrà sempre a tutto quello
che può generare confusione nel consumatore e ci opporremo con
altrettanta forza alla registrazione da parte di terzi di un marchio che
evochi una nostra identità geografica specifica". Anche nel caso
dell’aceto balsamico, Deserti ha affermato che verrà seguita la linea
generale di ‘tolleranza zero’ che viene adottata per le altre grandi
denominazioni: in particolare nei confronti dei produttori italiani, e
di eventuali contraffattori europei, verranno perseguiti quei
comportamenti che utilizzeranno la parola ‘balsamico’ per prodotti che
non siano i tre aceti registrati come IGP e DOP.
Tesi rafforzata dalle parole del giurista Fausto Capelli, docente di
Diritto Comunitario presso il Collegio Europeo dell’Università di Parma.
“La complessità della questione “aceto balsamico” è data dal fatto che
vi è un interesse da parte dei Paesi europei all’’utilizzo dei termini
presi singolarmente, o, meglio all’accostamento dei due termini “aceto”
e “balsamico”.Ma un apposito considerando, inserito nel testo del
Regolamento IGP dell’Aceto Balsamico di Modena, sostiene che ciò possa
essere fatto solo quando non costituisce una evocazione o una
imitazione, in modo da non generare quindi confusione nel consumatore:
in pratica, quando non si riferisce a prodotti che abbiano aspetto e
funzioni simili a quelle dei tre aceti balsamici DOP e IGP. L’utilizzo
congiunto di due termini, “aceto” e “balsamico” , che è vietato dalla
legge italiana, rientrerebbe tra le cosiddette denominazioni composte,
la cui validità all’estero può essere valutata soltanto a discrezione di
giudici nazionali. In favore delle tesi italiane, sta il fatto che mai,
prima della richiesta di registrazione delle DOP e IGP per l’aceto
balsamico, vi era una produzione di aceti con tale nome nei Paesi al di
fuori dall’Italia".
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