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Cresce la preoccupazione del mondo del turismo abruzzese per i riflessi
del terremoto su un comparto che, in Abruzzo, conta 7 mila 100 imprese,
dà lavoro a 35 mila addetti, produce un fatturato di 1,6 miliardi di
euro e incide sul Pil per oltre l’8 per cento, il 15 se si calcola anche
l’indotto. Un mondo che rischia di essere travolto dai riflessi del
terremoto, anche in zone dove gli effetti del sisma non si sono
avvertiti.
A farsi portavoce della preoccupazione del mondo del turismo è Daniele
Zunica, albergatore e presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti,
la federazione abruzzese del turismo che associa albergatori,
balneatori, agenti di viaggio. Zunica ha scritto al presidente del
Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi.
«Pur nella massima solidarietà e con tutta la comprensione e la
delicatezza che questa tragedia impone» dice il presidente di
Assoturismo-Confesercenti, «Le chiediamo di non dimenticare noi
operatori turistici che, pur non essendo terremotati, rischiamo di
essere travolti dagli effetti del terremoto. Nella fascia
collinare-montana riposano 18 tra i più suggestivi borghi italiani, ma
le strutture locali sono praticamente vuote. Siamo al collasso e inizia
a profilarsi un'ondata di licenziamenti dalle conseguenze disastrose per
la nostra economia».
Il mondo del turismo abruzzese, dice Zunica, ha «bisogno di sostegno da
parte di tutti. Gli italiani possono aiutarci scegliendo una vacanza
"etica" che ci aiuti a rilanciare il nostro bellissimo territorio. Il
Suo governo può contribuire a promuovere l'immagine di una terra bella e
forte che si sta rialzando con energia e invitare tutti a sostenerci nel
tempo. Abbiamo bisogno di interventi di supporto concreti e immediati,
anche dal punto di vista fiscale».
Dagli operatori turistici arriva anche un invito diretto al premier: «La
Sua presenza fino ad oggi è stata massima. La invito – dice Zunica – nei
prossimi giorni ad uscire dall'Aquila e a visitare le altre province».
«Sono certo – conclude il presidente dell’associazione di categoria –
che capirà le nostre ragioni e che vorrà fare tutto quanto in Suo potere
per aiutarci a risollevare il capo e a costruire un nuovo modello di
crescita, più forte, sano e sicuro».
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