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Brodetto alla Pescarese

14/07/2010

Il vanto della città di Pescara è il suo «brodetto» che non teme alcun confronto, ricercato e piccante, vede la sua massima esaltazione nella cottura che avviene nella tiella che necessita la copertura di modo che le parti di pesce che la costituiscono rimangano interi. Per questo tipo di «brodetto» è previsto l’utilizzo dei seguenti sono previsti i seguenti pesci: rospo, scorfano, polpetti, gattuccio, occhiata (razza) e possibilmente il pesce San Pietro, alcune aragostine, cozze e vongole. Il pesce azzurro, merluzzo ed altre specie di pesce sono bandite. L’antica ricetta dà le seguenti indicazioni di preparazione: olio abbondante, cipolla a fette sottili ove i marinai mettono a rosolare i peperoni secchi, che si lasciano raffreddare per poi polverizzarli in un mortaio e che si versano nel tegame ove via via si immergono a cuocere i pesci secondo la loro consistenza. In luogo dei peperoni che servono a dare sapore e colore, può adoperarsi il pomodoro, ma il sapore è diverso.