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Si parte sabato da Anversa degli Abruzzi –un evento che richiama turisti
da tutto il mondo, ma queste aziende anzichè essere sostenute sono
spesso messe in difficoltà dalle istituzioni
”Avvisiamo gli uffici di enti di controllo, ASL, regioni, comuni e chi
più ne ha più ne metta che in questo fine settimana purtroppo non
potremo rispondere alle tante, troppe richieste di compilare modelli,
produrre fotocopie, inviare moduli, trasmettere dati, copiare e
ricopiare e fotocopiare su registri e da registri sempre le stesse
notizie facendo bene attenzione a non sbagliare riga. Saremo disponibili
per essere nuovamente multati, sanzionati e ripresi per non avere
osservato alla lettera tutte le migliaia di regole e disposizioni CEE,
nazionali, regionali e comunali dopo questo weekend: ci scusiamo per
questa imperdonabile mancanza, ma almeno qualche giorno all’anno
dobbiamo occuparci delle pecore. “
Il cartello campeggia sulla porta dell’ASCA, la Cooperativa zootecnica
pastorale che Nunzio Marcelli gestisce da trent’anni ad Anversa degli
Abruzzi. Dopo la laurea in Economia alla Sapienza di Roma Marcelli ha
scelto di tornare al suo paese e alle sue tradizioni, e oggi l’ASCA
conta 1400 capi tra ovini e caprini. Ed è praticamente dalla nascita
della Cooperativa, nel lontano 1977, che Marcelli, che ha fondato anche
l’ARPO – Associazione Regionale Produttori Ovicaprini, si batte contro
la burocrazia “una delle cause – sostiene inferocito – per le quali
molte piccole aziende familiari, che rappresentavano una risorsa
economica, occupazionale, sociale e ambientale unica per questi
territori, sono state costrette a chiudere”.
E mentre turisti da tutto il mondo raggiungono Anversa per partecipare
ad una delle poche transumanze che ancora si fanno accompagnando il
gregge a piedi, come nei secoli scorsi, la macchina dei “burosauri” non
si arresta mai. ”E se manca un timbro – aggiunge Marcelli, “sono
migliaia di euro da sborsare: ma sono davvero questi i problemi
dell’agroalimentare in Italia? C’è davvero da chiedersi perché questo
accanimento contro questo tipo di produzioni, che danno tanto al
territorio conservando la biodiversità e facendo prevenzione incendi
grazie al pascolamento, mentre non sembra esserci altrettanta attenzione
per altre vicende macroscopiche che attentano davvero alla salute e ai
diritti dei consumatori”.
Il programma della transumanza prevede venerdì sera il tradizionale
“saluto” a gregge e pastori, con una cena e accompagnamento di musiche
tradizionali, poi la partenza all’alba di sabato con le pecore per
Frattura Vecchia dove si farà una prima sosta. Da Frattura Vecchia il
gregge ripartirà la mattina di domenica, per raggiungere finalmente gli
stazzi di Chiarano (Piano delle Cinque Miglia). Per partecipare a questa
passeggiata d’altri tempi attraverso un Abruzzo ancora incontaminato è
sufficiente contattare l’ASCA ai numeri 0864/49595.
Chissà che trovando il cartello qualcuno dei solerti burocrati non
decida, per una volta, di riporre penna e blocchetto delle multe e
raggiungere invece il gregge sui pascoli: forse scoprirebbe quanto
preziose sono queste attività, quanto sanno dare in prodotti genuini e
unici che tutto il mondo ci invidia, tanto da essere richiesti da
prestigiosi chef di New York, ma anche in salvaguardia e conoscenza del
territorio, in continuità economica, sociale, in risorsa occupazionale
per paesi che altrimenti diventeranno fantasma, come purtroppo sta già
accadendo da molte parti, mentre i nostri giovani hanno già la valigia
pronta perché non sperano di trovare qui il loro futuro.
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